Il mondo della SEO, così come lo abbiamo conosciuto e praticato negli ultimi anni, sta attraversando una profonda trasformazione: questo è un dato di fatto. L’arrivo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale che a tutti gli effetti vengono utilizzati dagli utenti come motori di ricerca, come Google SGE, ChatGPT, Perplexity e Gemini, ha completamente rimescolato le regole del gioco.
In questo nuovo scenario, una delle novità più importanti è la Generative Engine Optimization (GEO), una strategia pensata per aumentare la visibilità all’interno delle risposte generate dagli strumenti AI.
La domanda che sorge spontanea quindi è la GEO sostituirà davvero la SEO tradizionale? E quale ruolo ricopre l’AEO (Answer Engine Optimization) in tutto questo?
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza. È bene sapere però che si tratta di un mondo ancora in divenire, che anche noi stiamo imparando a conoscere giorno dopo giorno, e come molti altri professionisti SEO stiamo iniziando a tirare le prime conclusioni basate sull’esperienza diretta.
Se vuoi iniziare anche tu questo viaggio, scopri il nostro corso SEO Specialist!
Che cos’è la GEO?
La Generative Engine Optimization (GEO), proprio come la SEO “tradizionale“, consiste in un insieme di tecniche pensate per ottimizzare i contenuti web per farli brillare agli occhi dei motori di ricerca. La differenza sostanziale è che, nel caso della GEO, l’obiettivo non è comparire nei risultati di ricerca classici, ma essere selezionati, rielaborati o citati nelle risposte generate dai motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale.
Non si tratta più solo di scalare la SERP, ma di diventare una delle fonti di riferimento per le AI generative.
In pratica, quando un utente formula una query, il nostro obiettivo è che la risposta generata dall’intelligenza artificiale si basi direttamente sui nostri contenuti, anche se questo, a volte, non si traduce in un effettivo clic verso il sito. Un effetto collaterale di cui parleremo più avanti.
GEO, SEO e AEO: quali differenze?
Per comprendere meglio, è utile mettere a confronto queste tre principali strategie:
- SEO (Search Engine Optimization): ottimizzazione per i motori di ricerca tradizionali (Google, Bing). Obiettivo: ottenere traffico organico.
- AEO (Answer Engine Optimization): ottimizzazione per apparire nei featured snippet e nelle risposte vocali. Obiettivo: fornire risposte concise e dirette.
- GEO (Generative Engine Optimization): ottimizzazione per apparire come fonte nei risultati generati da AI conversazionali. Obiettivo: essere citati o integrati nelle risposte testuali generate da AI.
Il dubbio sorge spontaneo: la GEO sostituirà la SEO?
No, GEO non sostituisce la SEO, perlomeno non per il momento. La Generative Engine Optimization rappresenta un’integrazione alla strategia SEO tradizionale.
Se la SEO lavora per migliorare il posizionamento organico e aumentare il traffico al sito, la GEO punta a garantire visibilità nelle risposte AI, anche in assenza di clic.
In uno scenario in cui la ricerca si sposta sempre più verso l’assistenza conversazionale, è fondamentale presidiare entrambi i canali: quello tradizionale (SEO) e quello emergente (GEO).
Vantaggi della GEO
- Visibilità zero-click: anche senza accesso diretto al sito, il brand può essere riconosciuto e citato.
- Nuove opportunità di brand awareness: diventare fonte per risposte AI rafforza l’autorevolezza del sito.
- Complementarietà con SEO e AEO: una strategia GEO non esclude le altre, anzi, le potenzia.
L’altro lato della medaglia: Rischi e sfide della GEO
- Poca trasparenza nei criteri: i modelli generativi non dichiarano chiaramente quali fonti utilizzano.
- Metrica difficile da tracciare: è complesso monitorare l’effettiva presenza nelle risposte AI.
- Rischio di contenuti manipolativi: la corsa alla visibilità potrebbe incentivare la creazione di contenuti ottimizzati più per l’AI che per l’utente reale.
Come prepararsi all’avvento della GEO?
Per iniziare a lavorare su una strategia GEO efficace, occorre:
- Strutturare i contenuti in modo chiaro, con paragrafi brevi, domande e risposte.
- Migliorare l’autorevolezza del sito tramite fonti citabili, dati verificabili, segnali E-E-A-T (esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità).
- Curare l’accessibilità tecnica del sito: un sito semanticamente corretto e accessibile facilita la comprensione anche da parte delle AI. Da giugno 2025, inoltre, le aziende private avranno l’obbligo di rendere accessibili i propri siti web, un ulteriore motivo per adeguarsi. Ne abbiamo già parlato in un articolo, clicca qui per approfondire.
GEO è il futuro (insieme alla SEO)
La Generative Engine Optimization non va vista come una minaccia per la SEO, ma come una nuova opportunità. Integrarla nella propria strategia digitale significa essere pronti per un web sempre più dominato da risposte generate, conversazioni e intelligenza artificiale.
In un panorama in evoluzione, restare aggiornati e adattare la propria strategia è l’unica chiave per mantenere (e aumentare) la propria visibilità online!